Le vene varicose sono la manifestazione di un disturbo della circolazione venosa negli arti inferiori. Fortunatamente, oggi esistono molteplici tecniche, anche mininvasive per risolvere questa problematica.

Cosa sono le vene varicose?

Le vene varicose, anche note come varici, rappresentano una patologia sempre più diffusa e che sta assumendo una certa importanza a livello sanitario. Le vene colpite da questo disturbo sono quelle degli arti inferiori che s’ingrossano ed assumono un aspetto tortuoso e in rilievo. Si formano a causa di un mancato funzionamento delle valvole responsabili di impedire il reflusso sanguigno nelle aree più periferiche degli arti inferiori comportando una stasi venosa che alla lunga provoca gonfiori, edemi ed ulcere. Secondo gli ultimi dati la patologia delle vene varicose colpisce oggi almeno 3 milioni di persone in Italia e, contrariamente al pensiero comune, ne soffrono tanto le donne quanto gli uomini.

Quali sono i sintomi delle vene varicose?

Le vene varicose si manifestano oltre che con il caratteristico inestetismo già descritto con sintomi quali pesantezza alle gambe, gonfiore, specialmente a fine giornata e, nei casi più gravi, indolenzimento che si irradia dalla caviglia lungo l’intera gamba. Questa patologia che apparentemente può sembrare innocua non andrebbe sottovalutata poiché con il passare del tempo può sfociare in malattie circolatorie più complesse come la varicoflebite con conseguente rischio di trombosi ed embolia polmonare o lesioni ulcerative al derma.

Quali sono le cause delle vene varicose?

Esistono alcuni fattori che predispongono l’insorgenza delle vene varicose. Le donne, specialmente quelle che hanno superato i 45 anni, sembrano essere le più colpite da questo disturbo. Ciò è dovuto all’azione degli estrogeni che svolgono un’azione “rilassante” sulle pareti delle vene, portando allo sviluppo della problematica. Altra possibile causa è il malfunzionamento delle valvole adibite al controllo del reflusso sanguigno. I soggetti in sovrappeso e coloro che passano molte ore in piedi sono ugualmente spesso affetti dal disturbo, dal momento che in questi casi la pressione sanguigna aumenta notevolmente ed il ricambio venoso in queste aree diventa più difficile, provocando i già citati gonfiori ed edemi.

Che fare se si sospetta di soffrire di vene varicose?

Nel caso si presentino alcuni segnali delle vene varicose è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia che saprà dare una valutazione iniziale ed indirizzare nella giusta direzione. I casi più conclamati necessitano invece dell’intervento di uno specialista in Chirurgia Vascolare, Angiologia o Flebologia. Lo specialista si serve inoltre di un’indagine Ecodoppler venosa per individuare l’esatta posizione di tutte le varici e decidere la corretta strategia per evitare possibili complicanze.

Come si curano le vene varicose?

La tipologia di trattamento varia in base a tre fattori principali:

  • Età del paziente
  • Tipo di vene varicose sviluppate
  • Gravità del danno provocato alla circolazione venosa dell’arto intero

Nel caso in cui la vena safena interna o grande safena, la vena superficiale più importante della gamba, non sia più in grado di bloccare il reflusso sanguigno nell’arto, è possibile rimuoverla chirurgicamente con un semplice intervento in anestesia locale senza ricovero e con tempi di recupero piuttosto ridotti. Esiste poi la flebectomia, una tecnica molto simile ma meno invasiva, con la quale si asportano le varici più evidenti che si trovano negli strati più esterni dell’arto con l’impiego di microincisioni, senza suture e senza lasciare cicatricievidenti. Il recupero post intervento risulta in questo modo praticamente immediato.